giovedì 13 marzo 2014

#Cleland#Wildlife#park#southaustralia#wallabies#koala#FleurieuPeninsula#VictorHarbor#Hanhdorf


10 Marzo

Il profumo della pancetta sale su per le scale dell' Anchorage hotel che mi ha ospitato stanotte, quando a sole già tramontato mi sono presentata alla cameriera chiedendo di un ostello per backpackers (viaggiatori zaino in spalla). Mi trovo a Victor Harbor, in fondo alla Fleurieu Peninsula, e l'unico ostello si trova a Port Elliot, 5 km più su, il fatto è che ho beccato un altro di quei weekend lunghi, stavolta la scusa per fare festa è la Adelaide cup, corsa di cavalli seguitissima per cui l'intera città si ferma e rimane col fiato sospeso. Anche se qui non siamo nella capitale si fa festa ugualmente perciò pare sia arduo trovare un letto, in effetti io non ho questo problema visto che mi viene proposta l' ultima singola al prezzo di 35 AUD invece che 55, solo perchè sono dannatamente figa!(in realtà è tutto merito della estrema disponibilità australiana..)


Come sono arrivata qui? Sono andata a ritirare la macchina noleggiata qualche post fa, che doveva essere mini e invece è una Mitzubishi Lancer, una berlina gigante amaranto fiammante! Senza aver studiato un particolare tragitto, ma sapendo solo che ho 13 giorni per arrivare a Melbourne che dista tra gli 800 e i 950 km a seconda della strada che deciderò di fare, inizio con il prendere la Glen Osmond road che mi porta alla freeway South Eastern M1, la prima vera autostrada degna di questo nome, (le altre già citate sono Highway, nostre strade regionali con però limite di 110 km\h). Le distanze sono umane e dopo appena 16 km esco già in direzione Cleland Wildlife Conservatory Park, ho letto che mi fanno abbracciare un koala e siccome nel 2010 nel Queensland non mi è riuscito perchè i cuccioli erano stressati da eccesso di affetto, non ci penso due volte.


Ovviamente anche questa volta mi va male, il cartello recita " to hot to handle " e così me ne sto, maledicendo i 34° di questo 9 marzo, in cui volevo mandare degli auguri speciali a mia sorella, costringendo un koala a dire in video "Buon compleanno Splaffy!".


Le emozioni non mancano comunque, perchè passo la maggior parte del pomeriggio tra una colonia di Swamp Wallabies, che dopo le prime titubanze vengono a vedere che razza di bestia sono. Questi piccoli canguri marroncini-rossicci hanno un musetto adorabile, gli occhietti scuri scuri e non so se sia la bocca o l'espressione ma sembra che sorridano; quando camminano si appoggiano sulle zampette anteriori, che sono proprio manine e portano avanti le posteriori, altrimenti saltano usando solo le zampe posteriori e la coda per bilanciarsi.


 Mi siedo per terra ad osservarli, alcuni si alzano sulle zampe per guardarmi meglio, poi uno si avvicina, mi gira intorno e mi si ferma a fianco, mi volto piano per non spaventarlo e mi annusa i capelli, poi la guancia, sento il musetto che mi tocca la faccia e visto che abbiamo rotto il ghiaccio scatto qualche foto.


Lascio il parco e prendo la highway per passare in mezzo ai paesini, come Hanhdorf il più antico insediamento tedesco esistente in Australia, recita il cartello, in effetti oltre alle classiche costruzioni vittoriane che caratterizzano tutti i paesini, ci sono anche degli edifici più in stile bavarese e le vetrine sono piene di boccali, soldatini di legno colorati con baffi e barbette posticce e scritte di Schnizel e Hb e gelato che è italiano ma è comunque sempre più vicina alla Germania che non all' Australia!

 La strada mi porta a sud fino a Strathlbyn passando per colline verdi e gialle con laghetti e mucche al pascolo, e se il panorama del Western Australia era caratterizzato da file di alberi lungo la carreggiata, ipoteticamente più paragonabile a certe strade nella campagna toscana (ovviamente è un' altra cosa, è solo che il cervello umano è abituato, DEVE fare paragoni!),terra più rossa o gialla, qui nel South gli spazi sono molto più aperti, verdeggiante e rigogliosa ha meno alberi ma distese di campi a perdita d'occhio, ondulati e morbidi come una campagna Piemontese.


Entrando a Victor Harbor mi accoglie la polizia, che alle 19 di domenica sera ferma le auto per testare il consumo di alcool o droga..alle 19..di domenica sera...vabbè...io risulto positiva..sono drogata d' Australia.

martedì 11 marzo 2014

#Adelaide#Artgallery#biennal of #australianArt#SouthAustralia#festivalState


Arrivo a Perth in serata e ritrovo Andy e James seduti a bordo piscina come sempre, non ci vuole molto a convincere un Irlandese e un Inglese ad andare al pub per qualche pinta, ne a trascinare un' italiana ad una sala biliardo anche se non ha mai preso una stecca in mano. Il giorno dopo per festeggiare, James mi mostra una parte di Perth che ancora non ho visto, mi fa bere la Dr. Pepper e fare colazione alla maniera anglosassone tra tentativi vani di farmi rimanere fino al weekend. Invece il giorno dopo, alle 4 del pomeriggio lascio i 38° di Perth in maglietta e calzoncini per arrivare ai 21° di Adelaide completamente inebetita dal freddo. Mi concedo un taxi perchè il cervello si rifiuta di collaborare nella ricerca di un autobus dall' aereoporto al centrocittà e comodamente scendo davanti al Backpackers Oz . Stavolta mi capita un dormitorio misto e i miei compagni di stanza sono due tedeschi, uno identico al mio amico Dastolone e un italiano che conoscerò la mattina dopo e con cui passerò i due giorni successivi in giro per spettacoli, si perchè come già detto in precedenza le botte di culo mi permettono di arrivare ad Adelaide nella settimana in cui ci sono i suoi eventi più importanti: il Fringe festival, il Womadelaide con spettacoli di musica, danza e teatro al femminile, l' Adelaide festival e l'Adelaide Cup.
Quindi la mattina del 7 Marzo scopro che il freddo era un bluff e la temperatura si avvicina ai 30°, raggiungendo i 34 di domenica quando scapperò dalla capitale dello stato del South Australia per rifugiarmi sulle Adelaide hills.
Ma veniamo alla città, bella, rilassata e culturalmente attiva, con musei ad ingresso libero e gallerie d' arte dove mi imbatto nella biennale di arte australiana che ha per tema "Dark Hearth", una visione noir in cui vari artisti si esprimono, chi trattando il tema spinoso degli aborigeni e della terra depredata, chi semplicemente reinventando orologi a cucù che osservati da lontano si mostrano come tnti teschi bianchi. Su un tavolo rettangolare è ricreata una bandiera australiana fatta di bossoli, proiettili e cartucce.
La mia giornata prosegue al giardino botanico per poi arrivare nel Rundle Mall, la via pedonale e assistere ad un divertentissimo spettacolo di una coppia di funamboli Israeliani Uri e Noa Weiss, con una pronuncia esilarante che ad un paio di metri di altezza mimano la loro storia d'amore tra piroette e prese mozzafiato, sulle note di Total eclipse of the heart di Bonnie Tyler, mentre lei gli schiaccia i maroni ogni volta che risale in posizione eretta e lui la tiene a penzoloni con i piedi sotto le ascelle. Alla fine dello spettacolo entra in scena una piccina di forse 2 anni che come la mamma rimane in perfetto equilibrio sulla mano del papà e quando il pubblico applaude si stringe nelle spalle e abbassa la testa con quella vergogna tipica dei bimbi, intenerendo l'intera platea.
Tornata in ostello Manuel viene a bussare alla mia camera invitandomi a condividere una pasta con salsiccia italiana comprata al mercato centrale, dopodichè usciamo a vivere la notte Adelaidense, tra pub, silent disco con cuffie wireless per lanciarti in balli sfrenati senza che gli altri sappiano su quale ritmo ti stai muovendo e un' occhio sconcertato sulla gioventù australiana e i palpeggiamenti del posteriore che pare siano usanza diffusa e tollerata. Ci tengo a specificare che non ne cado vittima, altrimenti sarei a scrivere le mie memorie su un rotolo di carta igienica della prigione di stato, ammesso che abbia diritto ad averlo un rotolo intero...

sabato 8 marzo 2014

Alla fermata del #bus


4 Marzo
Seduta nel gabbiotto della South West Coach line di Margaret River penso che vorrei scrivere e che non riesco a raccontare, perchè sogno che il mio non sia soltanto un viaggio fatto di passi ma anche un girovagare tra testa e cuore. Ma realmente è necessario fare tanta strada per stare soli con se stessi? Si se la strada è quella che vuoi percorrere, che significato ha per me guidare per km "inland" se non quello di entrare in questa terra nel  profondo, di sentirla sotto la pelle, di respirarla, non voglio più girarmi alla prossima folata di vento, non voglio chiudere gli occhi, ma prenderla in faccia questa terra rossa d' Australia e portarmela in giro nel naso e nei capelli.


La pelle mi muore addosso, secca, cotta, e non mi lagno, non perchè non c'è nessuno che mi ascolti, sono seduta qui da 3h e 10 e mancano ancora 40 minuti al mio bus, una volta avrei considerato perso questo tempo, adesso no, è tutto tempo che dedico ai miei pensieri e loro sono capaci di andare avanti senza sosta, devo solo starli ad ascoltare, alcuni dicono cose buone, altri stupidaggini, ma siamo concordi sul fatto che ci sentiamo al sicuro qui.


Il pullman arancione scarica frotte di bimbette e ragazzini di ritorno da scuola, li invidio perchè vivono qui, ancora non mi abituo al fatto che alcuni vadano in giro senza scarpe, dicono sia la libertà, ma stò divagando..Cosa si fa quando non si è felici dove si stà ma si è felici dove si è?


Mentre ero al volante ogni giorno pensavo a grandi discorsi da fare a qualche eminente personalità del governo per convincere il paese a darmi la cittadinanza, con tanto di promesse sulla mia operosità, ma non c'è nessuno da convincere se non me stessa, e l' Australia non è fatta di parole ma di azioni e possibilità, basta volerle cogliere, loro sono disposti ad aiutarti per guadagnarti il tuo posto, nessuno da convincere se non i miei piedi a camminare su queste strade, il mio stomaco a mangiare da questi piatti, le mie mani a toccare questi animali, i miei occhi a vedere queste stelle, la mia lingua a parlare questa lingua, la mia voce a pronunciare queste parole, la mia pelle a bruciarsi ogni giorno per poi spellarci il giorno dopo.


 Ascolto una canzone tutti i giorni che conosco da prima di nascere e che capisco solo adesso " How does it feel to be without a home like a complete unknown like a rolling stone?" ma è un' altra la frase che mi rimbomba in testa " when you got nothing you got nothing to lose". Perchè mi sento in colpa a pensarla così, a chi devo rendere conto con questa colpa? Famiglia?


Ma non è forse vero che i figli sono frecce e i genitori sono archi e che ad un certo punto queste frecce vanno scoccate in qualche direzione? Chi la sceglie la direzione? E chi tende l'arco per definire la distanza? Ce la farebbero gli archi a non spezzarsi se una delle frecce sfruttasse una corrente ascensionale e andasse ben oltre la distanza prevista? Il legno ha sentimenti? Gli alberi sono vivi, il salice piange, da quale albero è stata ricavata questa freccia? A volte la mia testa dice solo :" fallo e basta! ".


Foto:  Dark heart - biennale di arte australiana in mostra presso Adelaide Art Gallery

venerdì 7 marzo 2014

#Donborough#MargaretRiver#Perth


Appena si fa giorno apro gli occhi dal sedile posteriore della Kia, non è stato così male, il sedile è largo a sufficienza per la mia posizione fetale e lo zainetto della macchina fotografica ha l'imbottitura necessaria per sostituirsi ad un cuscino, inoltre la macchina blocca le portiere dall' interno e ha un sistema di allarme personalmente testato, questo è per i miei così stanno tranquilli e non pensano che sia un' incosciente!


Appena mi tiro su, mi passa davanti un runner in canotta e pantaloncini, sono le 6:03!
Rapido giro alla toilet pubblica (l'Australia ne è piena, Dio li benedica!) e via verso l'altro capo della costa; come avevo raccontato qualche giorno fa, da Augusta ho visitato Cape Leeuwin che è il capo sud, oggi arriverò a Cape Naturaliste, il capo nord. Ve l'ho detto che c'è un percorso da fare a piedi cape to cape? Beh c'è!
Mentre sono li che guido inizio a pensare che stamattina è proprio presto, e fa proprio fresco, ed è proprio uno strazio aver visto un solo canguro finora..io lo so che questi miei pensieri fanno succedere le cose, e qualche minuto più tardi..bingo! Alla mia sinistra, in una radura, eccolo li che mangia, fermo la macchina, lui mi guarda, tiro fuori lo zoom, lui mi guarda, punto, lui mi guarda, foto, si gira, inizia a balzellare, che bello che è vederlo saltare...ahhhhhhh, mi sento già a posto per oggi!

Proseguo per Busselton e poi sulla punta a Dunborough, dove mi cerco un ostello sul mare per la notte.



Visito il faro, Bunker beach che assomiglia un pò a qualche scogliera che abbiamo anche noi nella riviera di levante, Eagle bay dove cerco di dormire in spiaggia ma vengo schiaffeggiata incessantemente dalla sabbia e alla fine torno a Dunborough che ha delle zone di sabbia emersa in mezzo all' acqua, li gioco un pò tra strani uccelli con la cresta e gli occhi truccati di giallo. Domani è tempo di tornare a Margaret, lasciare la macchina e prendere un bus per Perth, dove ritroverò gli amici del Billabong.



Lungo la strada del ritorno un cartello mi consiglia di viaggiare con prudenza, perchè vogliono rivedermi, la prendo come una promessa! Sulla sinistra una serie di campeggi attirano la mia attenzione: camping degli avventisti del settimo giorno, campeggio della grazia, della gioventù battista, campeggio cattolico, camping cristiano e camp delle chiese unite...da brivido!
Riporto la macchinina al ciciunetti pelatone, tanto carino non mi fa pagare i km in eccesso e quel gran figone di Tom, australiano coi capelli castani, ebbene si qualcuno non biondo c'è,  mi riaccompagna in centro chiacchierando del Western Australia che lui considera lo stato più bello, ovviamente, ogni scarrafone..
Adesso non mi resta che aspettare il bus, fare il viaggio tra botte di sonno e la visione di Bruce Willis in uno sparatutto inverosimile dalla tv del pullman e ritrovare Andy e James alla piscina dell' ostello che mi portano al Mustang a bere una Hahn superdry come se non li avessi mai lasciati.

mercoledì 5 marzo 2014

Driving#inland#Nannup#musicFestival



Sono a Nannup, piccolo paesino sulla via del rientro, non particolarmente degno di nota per 363 giorni all' anno, ma non questo weekend baby! Si da il caso che qui si svolga uno dei più frequentati festival musicali del Western Australia e io ne faccio parte! Spesso mi capita viaggiando di trovarmi per caso in posti dove si svolgono grandi avvenimenti senza aver minimamente premeditato la cosa, un estate in cui ho viaggiato in moto due settimane per il centro italia sono capitata senza preventivarlo ad Arezzo Wave e poi a Umbria Jazz, superbotte di culo per una cialtrona disinformata come la sottoscritta!

Cmq, per arrivare qui, ho viaggiato tutto il giorno tra la campagna e la desolazione dell' interno, solo strade infinite e cocenti tra gli alberi e il cielo blu.
Non volevo fare la stessa strada dell'andata a ritroso, così da Albany ho preso per lo Stirling Range, bellissime montagne rigogliose che mi hanno fatto riprovare un pò la sensazione che ho avuto quando mi sono trovata al cospetto di Uluru (o Ayer's rock) più di 3 anni fa, in particolare il Monte Trio.

Da li ho raggiunto Gnowangerup poi Broomehill,Katanning, Kojonup fino a Bridgetown, dove avrei probabilmente condiviso la cittadina con una 50ina di bikers imbandanati di mezza età.



Ma cosa sono 45 km quando ne hai già percorso 340 e sono appena le 4:30 pm? Ancora un piccolo sforzo e verrai ripagata con tanta bella musica rock-folk australiana, una banda itinerante di fiati e tamburi improvvisati, con un albero fatto di pneumatici riclicati al seguito e una bella dormita in macchina all'insegna del hippysmo vecchia scuola..avevo messo in preventivo che succedesse, e quale posto migliore per farlo in tutta sicurezza? Guarda a riconferma sono parcheggiata tra la stazione di polizia e il caravanpark..ci sarà qualcuno che non dorme in auto stasera?


Per tornare invece alla giornata appena trascorsa, ho inventato un nuovo gioco per smorzare la monotonia di queste distanze infinite, più che altro perchè anche quando attraverso una cittadina non c'è anima viva in giro e mi sembra di essere dentro una puntata di Walking dead dove l' intera popolazione è stata raziata dagli zombie e ci sono solo io con la mia macchina che vado alla ricerca di esseri umani. Beh il gioco di oggi è stato fotografare le cassette della posta!


Sembra una cagata ma ce ne sono tantissime e tutte diverse, gli australiani sembra ci tengano particolarmente a fare a gare ad avere la mailbox più strana: finora ho visto  un'astronave, un sottomarino giallo, un maialino, vari tipi di casette, vecchi bidoni arrugginiti, taniche di plastica, bussolotti metallici, un pesce vorace pieno di squame e dentoni...ah e se qualcuno se lo stesse chiedendo ieri ad Albany ero nella stanza n°9, stanotte invece sono in una singola: l' abitacolo della Kia!

lunedì 3 marzo 2014

#Walpole#Valley of the giants#Tingles all over#WilliamBay#NaturalBridge#Sunset#Albany#Denmark#W.A.


Il sole si alza presto in questo primo giorno di Marzo a Walpole, inutile dormire quando un' intera foresta di giganti aspetta solo di essere visitata.La proprietaria dell' ostello mi consiglia dettagliatamente cosa vedere lungo la strada in questo lungo weekend del Labour day, quando molti australiani saranno in festa. Oggi nella baia di Walpole ci sara una regata o "regatta" come si dice qui, ma ehi, ho una passerella di ferro tra le chiome dei Red Tingles da far ciondolare! Ed eccomi infatti, a 40 metri da terra mentre prendo atto di quanto siano pesanti i miei passi! Ad ogni step traballo in aria come un elefante su un filo, e sotto di me, tra i buchi delle grate vedo tronchi larghi da abbracciare in 2 o 3 persone.


La camminata degli antichi Tingles invece mi porta a salutare i vecchi baluardi della foresta, alberi enormi che stanno qui da lustri, spesso cavi, o da attraversare da parte a parte. Alcuni hanno delle protuberanze causate da insetti, termiti, aggressioni batteriche o fungine, la pianta per difendersi isola l' infezione formando queste escrescenze che le conferiscono però anche unicità. Tutto intorno agli alberi sono solite cresce piante di Sword grass, steli d'erba realmente taglienti i cui semi fanno da nutrimento a molte specie di uccelli e tra le cui foglie si nasconde il Quokka, un roditore tipicamente australiano.

Seccata all' inverosimile dalle mosche giganti con il pungiglione, torno alla macchina, e dopo essermi assicurata di non essere vista, do uno schiaffo talmente forte a una di quelle bastarde da buttarla al tappeto, per poi finirla con sommo godimento con la suola del mio scarponcino Salomon.
Guido fino a William bay e scendo verso la spiaggia, lo spettacolo è ancora una volta impagabile, alla mia sinistra rocce marroncino-rossicce creano una piscina naturale chiamata appunto green pool, mentre a destra una distesa a perdita d'occhio di sabbia bianca, rocce che affiorano dal bagnasciuga e anse create dalla prospicenza della vegetazione che viene a gettarsi nell' oceano. Il tutto scandito senza posa da onde verdi e bianche che si infrangono sugli scogli.


Mi godo il sole e il vento che mi aiuta a tollerare il caldo, al YHA di Walpole sono stati chiari "goditi queste giornate perchè non ce ne saranno ancora molte"..eh già, l'estate sta finendo..
Vi risparmio la descrizione del padre che ha quasi ucciso se stesso e la figlioletta sfidando i cavalloni con una piccola canoa gialla che si è ribaltata a largo, la poverina, circa 3 anni,una volta in salvo, è stata imbozzolata con vari strati di asciugamani tra cui anche il mio, per assideramento da shock!
Ok, time to go!

Guido fino a Denmark per scoprire che è un' altra delle tante cittadine mignon che si sviluppano sulla strada principale, tiro dritto verso Albany, ultima stazione baleniera australiana che cessò l'attività nel 1978 e mia meta più estrema di questo viaggio in auto. Si dice che quando era in attività ogni stagione venivano abbattuti circa 850 cetacei, ma dopo allora le balene hanno fatto ritorno e si possono avvistare dalle scogliere.


La prima cosa che noto è che la strada per entrare in città pullula di gabbiani suicidi che volano ad altezza macchina e non si spostano costringendo le vetture a rallentare di continuo, dopodichè mi dirigo alla baia di Frenchman dove ingaggio una sfida fotografica con un Germanico che cerca di emulare i miei scatti artistici italiani.


Mentre la marmaglia fa le foto canoniche al ponte naturale di pietra sopra l' oceano la sottoscritta scende le rocce e posiziona la macchina di fronte al m ponte, poi imposta l' autoscatto e corre contando i 12 secondi a disposizioni prima di girarsi e conquistare il nobel per miglior scatto del giorno, l' Alemanno mi segue con lo sguardo e quando gli passo vicino trionfante stringe la mascella rimproverandosi di non averci pensato lui! Rientro in città, bevo una birra al white star pub e assisto ad una scimmiesca serata rap...ma dov'è finito il buon country australiano del bush! Me ne torno in ostello, a sognare di terra rossa, serpenti arcobaleno e spinifex.


sabato 1 marzo 2014

giornate intere fra gli #alberi#pemberton#w.a.#northcliffe#gloucestertree#karriforest#wolpole#australia



Un' altra notte confortevole per questa viaggiatrice solitaria, complimenti sentiti a tutti gli ostelli d' Australia finora visitati per la comodità dei letti, uno dei tanti giochi mentali da fare durante il tempo passato alla guida è quello di ricapitolare il numero delle stanze finora assegnatomi, in Singapore era la 36, a Perth la 2, a Margaret River la 6 ad Augusta la 7 e finalmente qui a Walpole la 4, se qualcuno volesse giocarsi la cinquina poi dividiamo!


Quindi lascio Augusta e mi dirigo a sud-est direzione Pemberton, ma prima un pò di nozionismo sulle autostrade australiane: dicesi highway una banalissima superstrada a due corsie, una per senso di marcia, lungo le quali si può toccare il limite massimo di 110 km\h, anche se la cosa si presenta infattibile il più delle volte in quanto la linea d' asfalto srotolata sulla terra rossa è poco più larga della vostra macchina, non c'è bordo, perciò un minimo spostamento verso il lato sinistro della strada significa pietrisco lanciato contro la carrozzeria o peggio perdita del controllo del mezzo, non c'è possibilità di distrarsi qui! Questo, in mezzo a infinite barriere di alberi che incorniciano la carreggiata da quando sono partita, prima alberi modesti, di media statura, oggi che invece ho abbandonato la penisola e sono entrata nella regione dei Karri le misure dei tronchi sono assolutamente impressionanti, sia come diametro che come altezza. E' bellissimo guidare qui in mezzo, tra saliscendi e rettilinei infiniti.




Il karri è una qualità di eucalipto, diversicolor si chiama che raggiunge altezze considerevoli e si sfoglia da solo della corteccia che ne ricopre il tronco, rimanendo poi bianco e liscio come appena piallato. Questa regione ne è la casa e vista la quantità delle foreste nella zona, agli esemplari più alti viene tagliata la cima per costruivi sopra una piattaforma da utilizzare come osservatorio dai ranger che si accertano da lassù che non ci siano incendi, gli alberi osservatorio sono circa una decina nella zona, tre dei quali si possono liberamente scalare a proprio rischio e la vista da lassù è impagabile, occorre avere un pò di sangue freddo per arrampicarsi sui pioli incastrati nel tronco che salgono a chiocciola per 60-70 metri da terra, perchè non esistono protezioni nè imbragature, inoltre, per creare l' effetto imprevisto, ci sono delle mosche giganti fornite di pungiglione che cercano di morderti mentre già sei impegnato a coordinare mani e piedi.


Dopo la visita decido di proseguire, Pemberton è la cittadina ideale per un film dell' orrore, ordinata pulita, con le sue casette colorate con il portico e le biciclette, il classico posto dove la comunità si riunisce al vespro nella chiesetta presbiteriana per deliberare come uccidere l' avventata turista straniera che ha deciso di fermarsi per la notte!


Ha anche una piccola ferrovia che attraversa la strada principale e una litorina che si addentra nella foresta, probabilmente per farti poi sbranare da canguri affamati appositamente, mi fermo a fare qualche foto alla stazione stile "corsa all'oro", quando sopraggiunge il classico bifolco con cappello di paglia e tuta intera azzurra da meccanico, fingo di chiedere un' indicazione stradale che già conosco...


guido fino a Northcliffe ma trasunda ancora più massacro notturno che la precedente, perciò risalto in macchina e guido fino a Walpole..stesso scenario, ma almeno qui hanno due ostelli tra cui scegliere, uno mi ispira, ha un bel giardino e una camera tutta per me al prezzo di un letto in dormitorio, causa mancanza di ospiti, l' altro grida torture e barbarie da ogni asse, non sono ancora pronta per farmi tagliare i legamenti dei piedi, perciò scelgo il primo. Kate mi accompagna alla mia stanza e scopro di avere due pittoreschi vicini di camera, uno biondo e lungo senza denti, l' altro basso e grasso con la pelle bruciata dal sole..mentre scrivo sono qui dietro di me nel salotto comune che guardano una sorta di "cops" australiano, dove gli agenti girano per i paesini come questo, a puntare torcie in faccia alla povera gente che prova a sbronzarsi per dimenticare di vivere in un buco di culo in mezzo al nulla!

Faccio deliberatamente saltare di paura lo sdentato nella cucina dell' ostello che non mi ha sentito arrivare, la sua bocca da infante si contorce in una smorfia di terrore mista a sgomento quando si accorge dell' eccessività della sua reazione..lo guardo con quell' espressione da faccia da schiaffi che mi riesce così bene, poi esco in giardino a farmi incantare ancora una volta dalle splendenti stelle del cielo australiano.