venerdì 25 maggio 2018

Malaga la festaiola #malaga #spain #espana #spagna #alcazaba #estilomoresco #arabianstyle #andalucia #sol #sun #mar #sea #mediterraneansea #playa #beach #travel #traveltospain #spaintravel #adventure


22 Ottobre 2017

Dopo colazione saluto Maria Inès e parto alla volta di Malaga su un' altro bla bla car, stavolta in compagnia di una famiglia con bambina. Lungo la strada vedo su un' alta collina, la sagoma di un grande toro nero, che avevo già notato anche nel tragitto Valencia-Granada e siccome l'avevo fotografato, credendolo un pezzo unico, scatto una foto anche a questo.


Alla fine del mio viaggio ne avrò uno per ogni tratta percorsa. Juan, il conductor mi spiega che anni fa, quel toro faceva parte della pubblicità di una nota cantina di vini molto famosa, dal nome Osborne. Molte colline di Spagna ne erano e ne sono testimoni, finchè il governo decise di proibire la pubblicità sulle autostrade per evitare gli incidenti da distrazione, però il toro è il simbolo della Spagna e così decisero di lasciarlo, ma senza scritte pubblicitarie che potessero distrarre la gente.


Inutile dire che fa un caldo incredibile, arrivata a Malaga Juan mi lascia quanto più vicino possibile al centro, ma la mia buona mezz'ora di cammino con lo zaino sulle spalle fino ad arrivare all' ostello mi tocca comunque.



Sono sudatissima, quindi, preso possesso del mio letto-loculo in una camerata mista da 12, mi metto il costume e scendo in strada passando per il centro pedonale che passa sotto l' Alcazaba.




Questa è una versione in miniatura ma comunque graziosa e ben curata, dell' Alhambra. Anche da qui si godono panorami stupendi e stavolta là in fondo, oltre le finestre, c'è il mar mediterraneo con il suo blu splendente.


Stiamo sfiorando i 40 gradi, quindi la camminata fino al castello direi che la posso evitare, invece prediligo la spiaggia, o meglio gli scogli, sui quali mi rilasso e da cui posso accedere direttamente al gelido mare che mi riprende dalla canicola.




La sera giro per il porto illuminato e per le vie del centro piene zeppe di gente dentro e fuori dai locali. L'imponenza delle cattedrali, sapientemente illuminate, toglie il fiato, qui come nel resto della Spagna che mi appresto a visitare.


Malaga è sicuramente una località festaiola e la gente tira tardi fino alle prime luci del mattino sotto le finestre dell' ostello, anche per questo, tornata dal mare faccio un pisolino che mi terrà sveglia un pò più a lungo per evitare i fastidi della movida.



L'ostello al piano terra ha un bel bancone in legno con birra alla spina, e un cucinino per i piccoli languori. Mi faccio preparare qualcosa e salgo al quarto piano, dove c'è una silenziosa e romantica terrazza per godersi il freschetto e la pace, mentre in strada il casino impazza.

giovedì 17 maggio 2018

Granada, la bellissima Alhambra e della magica fortuna di aver trovato un biglietto a mezzanotte #granada #spain #espana #alhambra #albaicin #estilomoresco #arabianstyle #gardens #palace #sultan #flowers #colors #culture #history


18-21 Ottobre 2017

La mattina del quarto giorno Matte mi porta al mio primo appuntamento con il bla bla car che mi condurrà a Granada, ho scaricato l' applicazione perchè non ci sono altri collegamenti se non in autobus, allungando la strada di quasi il doppio del tempo e Matte mi ha assicurato che qui in Spagna è gettonatissimo e molto sicuro.


Inoltre è un ottimo modo per fare pratica con la lingua e farmi dare consigli su come spendere il mio tempo, da gente che conosce davvero la meta che stiamo raggiungendo. La mia valigia a pois, ricordo di Shangai, inizia a dare segni di cedimento.


Quando arrivo nella città universitaria di Spagna, il cielo stà riversando acqua sul primo strato dei miei indumenti che affiorano dalla cerniera rotta, costringendomi così ad abbandonarla in cambio di uno zaino fucsia Decathlon, con cui proseguirò il viaggio.



Dopo un' assaggio di mare a Barcellona e la pedalata fino alla spiaggia a Valencia non mi aspettavo che il sud mi accogliesse con un temporale, ma in realtà l' autunno è ancora scongiurato, perchè le nuvole lasciano al sole uno spiraglio che a fine giornata fa brillare l' Alhambra sulla sua collina insieme al vicino quartiere dell' Albaicìn.


In ostello faccio amicizia con Maria Inès dall' Uruguay che è qui per un master di un anno che frequenterà a Sevilla. Ci scambiamo un pò di info per visitare la città e un sabato sera andiamo insieme ad assistere ad uno spettacolo di flamenco e poi a cena fuori. Epica rimarrà nella mia memoria la sua risposta sbigottita quando la informa della mia età! "Mentiraaaaaa", mi dice fermandosi in mezzo ad un vicolo male illuminato, mentre cerchiamo il luogo dell' esibizione di flamenco.


Le speranze di visitare l' Alhambra, motivo della mia sosta a Granada, sono pari a zero, in quanto scopro in loco che i biglietti sono esauriti almeno per le due settimane successive. L'unica possibilità, mi dice la banconiera dell' ufficio governativo, è collegarsi a mezzanotte al sito ufficiale, perchè quello è l'orario in cui si aggiornano le schede prenotazioni e si può sperare di accaparrarsi un biglietto se qualcuno ha disdetto.


Sono scettica ma non perdo la speranza, anche se immagino centinaia di persone in attesa dietro i display con la stessa mia intenzione. Invece a mezzanotte e quattro minuti riesco a conquistare il mio biglietto e non posso dire quanto mi senta galvanizzata da questa impresa unica! Mi fermo quindi una notte in più e alle 10 mi presento puntuale davanti all' ingresso per iniziare la visita ad uno dei luoghi più belli che abbia mai visto in vita mia.




L'arte moresca, o meglio, l'architettura e le decorazioni sono stupende, per non parlare dei giardini, e dei giochi d' acqua che creano riflessi spettacolari.



Il blu del cielo rende tutto ancora più bello. Il luogo è immenso, con una grande quantità di palazzi e patios da visitare, i muri e i soffitti sono finemente decorati con motivi e scritte arabe eleganti e sinuose.


Sono alla costante ricerca della scritta più bella da tramutare in tatuaggio. Dalle terrazze si domina tutta la città nei toni caldi delle sue costruzioni e la sensazione di felicità continua a persistere.



Sento davvero di avere avuto una fortuna enorme a poter godere di questa visita. C'è moltissima gente, ma non esiste un percorso obbligato, a parte quelli all' interno dei grandi palazzi, quindi si può vagare e oziare tra i giardini e le fontane a proprio piacimento.




Quando il sole a poco a poco tramonta faccio ritorno alla mia stanza, dove Maria Inès freme per sapere cosa le aspetterà l'indomani e già le brillano gli occhi solo ad ascoltare i miei stringati racconti, non voglio anticiparle troppo perchè anche lei possa riempirsi gli occhi di meraviglia a modo suo.

martedì 15 maggio 2018

Valencia, nuovi amici e grandi abbuffate #valencia #spain #espana #matteo #friends #wine #redwine #parquedelaciencia #amigos #relax #paella #paellavalenciana



15-18 Ottobre 2017

L' autobus entra in Valencia circa due ore dopo aver lasciato Barcellona e mentre si avvicina al deposito, riconosco Matteo a bordo di uno scooter che mi sta venendo a prendere. Ci abbracciamo come fossimo vecchi amici mentre invece ci siamo visti solo una volta e credo per meno di un' ora. Mi piace questa cosa poco genovese di sentirsi a proprio agio con gli estranei! Io l'ho imparata viaggiando, Matte è così di natura. Mi accoglie con tutti i riguardi nella sua casa a pochi passi dal Parque della Ciencia di Valencia.



E' proprio una brava persona e con lui ho passato giornate rilassanti e piacevoli parlando moltissimo di amore, musica e rapporti malati genovesi. Si perchè Matte mi racconta che qui a Valencia i rapporti non sono così complicati come quelli che ha vissuto in patria, le persone pare si facciano meno problemi, siano meno contorte a livello cerebrale e affettivo e inoltre, abbiano più voglia di stare bene. Mi porta subito a smangiucchiare in centro, in una di quelle taberne tipiche coi tavolini all' aperto dove si ordinano tanti diversi piattini da condividere. Alla fine del pasto ci raggiunge Jonathan, il suo amico avvocato, con cui si instaura da subito un bel feeling.


Mi fanno fare un giro turistico per il centro e Jonathan si ferma con noi anche per cena, per evitare di lasciarmi sola con Matte e Niki, la sua fidanzata.


Trascorriamo una serata piacevolissima mangiando diversi tipi di carne e salumi e una costata enorme, bevendo vino rosso della zona di Burgos, che davvero non ha niente da invidiare ai migliori rossi italiani, con mia somma gioia.


Non conoscevo le qualità della Spagna sotto il profilo enologico, anzi, ho sempre pensato che di vino non ci capissero un granchè..quanto sbagliavo invece! Da questo momento in poi non farò più un pasto senza accompagnarlo ad un buon bicchiere di vino, provando per quanto possibile a rimanere fedele alla zona in cui mi trovo. Per concludere la serata facciamo una bella passeggiata notturna tra i colossi di Calatrava, l' architetto che ha progettato diversi armoniosi ponti e anche il presente complesso in cui stiamo camminando.

Lungo il perimetro del  del museo della ciencia tutte le strutture sono illuminate e regalano splendidi riflessi sulla piscina a cielo aperto da cui emergono strane sculture. Il silenzio regna sovrano e complice il vino, la notte riempie gli occhi di poesia.


Nei giorni seguenti andiamo in bicicletta nel parco ricavato dal prosciugamento del letto del fiume che attraversa Valencia, con le sue zone ombrose, i numerosi ponti e i prati verdi su cui ci sediamo a suonare le canzoni di De Andrè in riva all' acqua. Momenti di pura armonia.


Quando Matte lavora, mi spingo in esplorazione fino alla spiaggia in bicicletta e giro da sola per la città scoprendo angolini e scorci magici, riscaldata da un potentissimo sole che mi riempie di buonumore.


Mi mancheranno queste giornate, i nostri pranzi al mare a pescare dall' enorme teglia di vera paella valenciana che ordiniamo. In effetti in pochi lo sanno, ma la vera paella non è quella di mariscos, ma è assolutamente di terra, preparata con gli ingredienti che provengono dalla huerta, la grande pianura alle spalle della città, quindi pollo, coniglio, verdure, tra cui fagioli e fagiolini e le lumachine di campagna.


E poi ormai mi ero abituata a farmi portare in giro senza preoccuparmi di andare alla ricerca di luoghi caratteristici: piccoli jazz club in cui ascoltare buona musica, localini dove prendere l' ultima coppetta di vino mentre si passeggia tra i vicoletti, ristorantini dove assaggiare un pò di tutto e mischiare calamari con pollo. Ma è tempo di proseguire, il viaggio è appena cominciato.

lunedì 14 maggio 2018

Da Venezia a Barcellona, prima tappa del viaggio in Spagna alla scoperta di Jeronimous Bosch #barcelona #spain #espana #gaudì #parcguell #casabattlò #sagradafamilia #cataluna #barceloneta #tapas #tortillas #si #independencia


Riprendo il racconto del mio tour alla scoperta delle opere di Bosch tra Venezia e Spagna bruscamente interrotto e abbandonato per troppo tempo a diversi mesi di distanza, quindi per comodità apporrò le date all' inizio di ogni nuovo capitolo.


11-15 Ottobre 2017
Termina la mia sete di musei veneziani, biennale e sotoporteghi pittoreschi in concomitanza con una nuova partenza. Dall' aereoporto Marco Polo della Serenissima si libra in volo il mio Ryanair da 9,99 euro diretto a Barcellona, capitale castillana in grande fermento in questi giorni per l' avvicinamento, poi sfumato, alla tanta agognata indipendenza.
Ebbene atterro all' aereoporto El Prat a metà pomeriggio dell' 11 Ottobre e contrariamente alle aspettative fa molto più caldo del previsto; il termometro adiacente a Plaza Catalunya segna ben 25° alle 9:30 della tarde!



Appena emersa dalla metropolitana che dal sottosuolo mi ha portato a Paseig de Gracia, mi colpisce subito la sontuosità dei palazzi. Sono in una zona centralissima, la via su cui si affaccia la famosa Casa Battlò di Gaudì che mi osserva dai suoi strani finestroni.


Il mio ostello stà qualche isolato più in là, in Calle Roger de Lluvia 41, si chiama Barcelona Central Garden ed è al primo piano di una palazzina molto tranquilla. Il posto è bellissimo, mi accoglie Maria, una ragazza argentina molto giovane e minuta con la frangetta corta e dei bellissimi occhi che sorridono. Mi sento già a mio agio. Faccio un bucato e inizio a cambiare l' ordine dei vestiti in valigia per affrontare le nuove temperature.

Esco a perlustrare la zona. La città è chiaramente grande ma non mi da l'impressione di caoticità metropolitana che mi ero immaginata, quindi posso mettere a tacere quella sensazione che mi fa sentire fuori posto che ogni tanto mi assale nelle grandi capitali. Quel che è certo è che dovrò fare attenzione, in quanto appena scesa dall'aereo e salita sulla metro diretta in centro, assisto all' infruttuoso tentativo di furto ai danni di un signore col borsello per mano di una banda di 3 malintenzionati.
Plaza Catalunya è molto carina, con le statue tutte intorno alla fontana illuminata. L'indomani sarà sede di una manifestazione pro indipendenza molto più pacifica di quello che vogliono far credere i media che tentano di terrorizzare il resto dell' Europa. La proprietaria dell' ostello mi racconta, la sera stessa, cosa stà succedendo.

Da quel che apprendo sono moltissimi anni che la Catalogna ambisce a rendersi indipendente dalla Spagna e nonostante il desiderio non sia totalitario, nelle scuole vengono fatte pressioni sui bambini affinchè crescano con un'ideologia distorta e ben lontana dal libero arbitrio. Apprendo con orrore che proprio i più piccoli, più innocenti e manipolabili, vengono spinti a sentimenti di superiorità e insofferenza nei confronti degli abitanti del resto del paese. Mi racconta della nipotina di 6 anni che innocentemente le confida di odiare la sua compagna di banco, perchè la sua famiglia non è catalana, ma di non capire realmente cosa significhi.


La mia interlocutrice mi racconta di come alle ultime elezioni, per raggiungere la percentuale di voti necessaria a far prendere in considerazione la richiesta di indipendenza, si siano unite tre forze politiche in contrasto tra loro: una di sinistra, una di centro-destra e una di estrema destra, la quale ha compiuto atti riprovevoli e minacciato fazioni opposte ed esponenti della legge  per intimidirli e garantirsi un appoggio dettato dalla paura. Pare abbiano anche scoperto che le elezioni siano state effettivamente truccate e la guardia civil risulti implicata.
Questo ha portato comunque ad una situazione di stallo e attualmente, chi vive e lavora nel settore turistico, come i miei ospiti, teme per il peggio e apprende con sgomento la notizia delle oltre 40 grandi aziende che stanno portando via i loro uffici dalla regione.


L'indomani continuo la mia scoperta della città lasciando il centro per raggiungere il Parc Guell, anch'esso partorito dalla geniale mente di Anton Gaudì. In realtà non riesco ad apprezzarlo appieno a causa dell'afflusso eccessivo di turisti e dei numerosi lavori di restauro.

In sostanza è un parco articolato su diversi livelli: quello superiore, da cui parto io è un percorso dal selciato terroso, dal quale si dipanano sentieri e scalette che salgono lungo la collina a cui è adagiato il parco, e formano spiazzi e anfratti riparati da alberi di vario tipo, all' ombra del quale si esibiscono musicisti e pittori. Oppure, da cui si scende sulla grande terrazza decorata con la tecnica del Trecandis, che si compone di cocci di ceramiche diverse negli stili e nei soggetti, tra cui si riconoscono anche pezzi di piattini da the.

La terrazza che attualmente è per metà in ristrutturazione, quindi non calpestabile, offre una bella visuale sui livelli sottostanti a cui si accede tramite uno scalone anch'esso decorato con cocci di ceramica e linee sinuose create da Gaudì per armonizzarsi con la natura e l'ambiente circostante. Precisamente sotto la terrazza si trova una sala di ispirazione greca nel quale sono presenti una "folla" di ben 86 colonne doriche che reggono un soffitto minuziosamente decorato da un infinito mosaico di cocci bianchi, intervallati da rosoni colorati raffiguranti forse scene marine e grandi soli dai raggi triangolari di tutti i colori.


Poi si scende ancora verso l'ingresso inferiore del parco, dove stà una casetta che sembra quella di marzapane con un tetto a punte tutto decorato e il muro esterno di pietra che mi ricorda la pelle squamosa di un drago di argilla.

Sono ufficialmente nell' orario del pranzo quindi scendo a fare un giro al mercato della Boqueria dove si trova un pò di tutto ma non proprio a buon prezzi concorrenziali: i banchi di frutta vendono macedonia da passeggio, le salumerie conetti di jamon serrano e queso, le frutterie di mare cucinano al momento calamari e  spiedini di gamberi.


Verso sera, quando la calca si è dileguata, visito la Casa Battlò, molto bella e riccamente decorata. Certo per l'esorbitante prezzo di 28,50 euro è preferibile vederla di giorno, quando il sole la colpisce per poter godere di tutti i colori e i riflessi creati dalle piastrelle e dalle vetrate. In quel caso però sarà satura di visitatori e non si riusciranno ad apprezzare tutti i particolari.



All' indomani c'è spazio anche per il mare nel pomeriggio di Barcellona, quindi con la Metro mi avvicino quanto più possibile al lungomare per fare una passeggiata e godere del caldo sole che ancora riscalda questa Spagna di metà Ottobre. In realtà sono obbligata a tagliare lungo un quartiere abbastanza anonimo per raggiungere il mare, ma la cosa non  mi disturba più di tanto.



La Sagrada Familia resta fra tutte l'opera che ho apprezzato di più. E' colossale fuori e monumentale dentro. Ricca di particolari, di luci e colori, è una vera cattedrale.


L'afflusso di gente è immenso, nonostante la prenotazione oraria col biglietto viene il pensiero che forse non si riuscirà ad entrare rapidamente, invece l'organizzazione si dimostra efficiente e possiamo in breve rimanere a bocca aperta davanti ad uno spettacolo che non può essere preparato da nessuna immagine bidimensionale vista in precedenza.


Ci si può tranquillamente perdere per ore a vagare a naso in su, tanta è la ricchezza di forme e dettagli e chicche da scoprire disseminate per la grande cattedrale. Tutto è particolare, ricercatezza, luce e maestosità. Uno spettacolo che davvero lascia a bocca aperta per l' immenso prodigio e l' immaginazione creativa e architettonica del grande genio di Anton Gaudì. Qui si entra e si lascia all' esterno tutto il resto: il fatto di essere atei, o più o meno credenti, qui non contano più, qui vince la dedizione di un uomo e la sua idea di fede, la sua visione dell' immenso amore di Dio celebrato con altrettanta magnificenza.


Poi all'esterno, nel giorno della mia visita, c'è un concerto rock molto coinvolgente di brani cult degli anni 80, in assoluto il mio periodo musicale preferito, un bellissimo regalo per il mio ultimo giorno di permanenza, oltre alla piacevole cena organizzata in ostello a base di tortillas (una frittata di uova e patate) e piattini di prosciutto, insalata di pomodori e salmone e altre cosine da spizzicare per entrare in confidenza con il mondo delle tapas.


Ho fatto amicizia con Josè, una ragazzo argentino molto simpatico e dolce che dorme nel letto di fronte al mio. Lui lavora per le ferrovie a Buenos Ayres e stà viaggiando per l'Europa in Interrail. Io invece proseguo il mio viaggio alla volta di Valencia, riservando un posto su un bus della compagnia Alsa che in poche ore mi porterà a casa di Matteo, conosciuto un pomeriggio di Agosto a fine turno, nel ristorante dove lavoro, perchè amico del mio chef.